Azienda agricola dedita alla produzione di vini VALSUSA DOC, coltivati con passione e rispetto per il territorio, e delle rinomate patate della montagna di Condove De.Co.
Benvenuti a Condove, un gioiello incastonato nella scenografica cornice della Bassa Valle di Susa, storica via di passaggio e crocevia di culture transalpine. Il nostro borgo è custode orgoglioso di tradizioni antiche, celebrate nella celebre Fiera della Toma, e di un territorio che sale ardito verso le vette, regalandoci autentiche perle del gusto.
È in questa terra che nascono le nostre eccellenze: Vino Valsusa DOC, Toma di Condove De.Co. e Patata della Montagna di Condove De.Co..
Il cuore pulsante della nostra realtà batte a Borgata Arronco, a 750 metri sul livello del mare: un balcone naturale che abbraccia l’intera valle. In questo angolo incontaminato, accarezzato dai venti alpini e baciato dal sole, coltiviamo con immensa passione la nostra vigna più importante, dove la terra difficile si trasforma in eccellenza liquida.
La nostra dedizione alla montagna non si ferma qui: tra le alture di Borgata Arronco e Borgata Camporossetto (1000 metri sul livello del mare), ci prendiamo cura della coltivazione delle nostre pregiate Patate della Montagna di Condove De.Co..
Clicca sulle schede per scoprire i dettagli, i tempi di percorrenza e le indicazioni stradali per visitare i luoghi più belli della nostra valle:
Monumento Simbolo
L'imponente abbazia benedettina arroccata sul monte Pirchiriano, simbolo del Piemonte.
Tradizione Alpina
Un itinerario affascinante tra le 77 borgate alpine e le antiche mulattiere.
Alta Quota e Vini
Valico alpino a 1888 m s.l.m. celebre per il Santuario e i panorami meravigliosi.
Archeologia Medievale
L'antico sito fortificato e complesso castrense della Valle di Susa.
Natura e Relax
Un'oasi naturale protetta ideale per passeggiate ed escursioni in kayak.
Archeologia Romana
Uno dei complessi residenziali romani di epoca imperiale più importanti del Piemonte.
Escursionismo e Leggende
La montagna simbolo dell'imbocco della valle, ricca di sentieri e leggende.
Natura e Avventura
Spettacolari canyon naturali scavati nella roccia dall'acqua.
Arte e Spiritualità Gotica
Gioiello medievale celebre per gli affreschi quattrocenteschi di Giacomo Jaquerio.
Storia e Fortificazioni
La città di Susa ricca di monumenti romani e la maestosa fortezza militare.
Natura e Storia Reale
3.000 ettari di natura protetta, residenza di caccia sabauda e dimora della Bela Rosin.
Città Regale e d'Arte
La prima capitale d'Italia, ricca di storia sabauda, musei di fama mondiale e fascino regale.
Per qualsiasi di questi posti è possibile un'uscita con la nostra Guida Naturalistica Ambientale certificata. Contattaci!
All'inizio dell'Ottocento la famiglia Bonaudo, originaria dei Bonaudi e già attiva nell'allevamento con Teresa Senor e suo marito, acquisisce la proprietà di una grande vigna in borgata Arronco. Il terreno terrazzato comprende parte di vigna a bacca rossa, parte a bacca bianca e, poco distante, un enorme appezzamento con frutteto, castagneto e una piccola zona per la produzione orticola.
Il figlio primogenito Firmino implementa le vigne al ritorno dal lavoro in miniera in Francia e in seguito sposa Adele Blandino; il fratello Giuseppe aiuta inizialmente il padre e il fratello nell'adolescenza, prima di essere richiamato al fronte dove perisce, mentre la sorella Onorina sposa Paolo Decrù.
Le origini della famiglia Decrù affondano nel nonno materno di Paolo, un mugnaio originario di Piossasco attivo in borgata Fucine a Condove dagli inizi dell'Ottocento. Con la vendita del mulino nel 1828, la famiglia acquista il luogo dove sorge l'attuale azienda.
Quest'area, originariamente industriale, ospita una distilleria di tannino da legno di castagno e una fabbrica di lime temperate, oltre a un terreno con vigna urbana. Con il passare degli anni, i familiari costruiscono ex novo la casa colonica e riadattano i capannoni industriali a stalla e fienile, mantenendo la fucina per la riparazione dei carri agricoli.
Donato Decrù e Rosa Bruno continuano l'attività agricola, crescendo cinque figli che partecipano all'azienda di famiglia. Tra di essi, Francesco viene richiamato in guerra e perisce in Polonia, mentre Michele, Luigi, Vito e Paolo proseguono l'attività agricola e zootecnica. Paolo sposa Onorina Bonaudo, dalla cui unione nascono Vito Donato Firmino e Angelo Giuseppe.
La fillossera, esplosa alla fine dell'Ottocento nei principali contesti viticoli, raggiunge Condove nel 1929. Le vigne più isolate nel bosco resistono più a lungo, ma il parassita finisce per propagarsi, rendendo necessario un primo grande reimpianto per sostituire la maggior parte delle viti quasi centenarie a piede franco, rimpiazzando completamente le uve a bacca bianca con quelle a bacca rossa. Fino al secondo dopoguerra la situazione rimane stazionaria, complice il richiamo al fronte di alcuni familiari, mentre prosegue la piccola attività agricola con qualche mucca, galline e due asini utilizzati come muli per i campi.
Prima di entrare a tempo pieno in azienda, Angelo svolge il servizio militare a Pistoia e Pisa. La vera svolta avviene con l'ingresso ufficiale di Vito Donato Firmino e di suo fratello Angelo: Vito alterna il lavoro in FIAT alla campagna e, appena maggiorenne, inizia a ristrutturare i locali che oggi ospitano magazzino, cantina, stalla e fienile.
Grazie all'impegno di Angelo, la produzione si concentra sul settore lattiero-caseario, con la vendita diretta del latte e la produzione di tome stagionate, fresche e a latte acido. Vito sposa Maria Calliero, e dalla coppia nascono i figli Rosario e Paola. Negli anni Settanta si registra il periodo di massimo sforzo: la stalla è piena, il lavoro tra i terrazzamenti diventa sempre più impegnativo e si gestiscono dieci ettari tra pascoli, erbai, seminativi, vigneti e frutteti, raggiungendo i picchi storici della produzione viticola, destinata prevalentemente all'autoconsumo familiare.
All'inizio degli anni Settanta un grave incendio distrugge fienile, stalla, magazzino, cantina e parte della casa colonica. Per qualche mese le vacche vengono gestite allo stato brado, mentre Vito, dividendosi tra i turni in fabbrica e il lavoro notturno, ricostruisce quasi da solo l'intera struttura. Seguono anni di ottimi risultati in viticoltura e nella produzione di latte, che toccano i massimi livelli fino alla fine degli anni Novanta. L'allevamento, gestito tramite rimonta interna, punta sul miglioramento della razza bovina valdostana con l'iscrizione all'albo ANABORAVA, e il latte viene venduto fino al 2016. In seguito alla scomparsa di Firmino, le due realtà familiari si accorpano definitivamente.
Alla fine degli anni Settanta, Vito e Angelo eseguono il secondo grande reimpianto post-fillossera con un cambio radicale delle varietà, puntando sulla Neretta Cuneese e sul Carcajroun (Gamay). L'intervento interessa l'intera vigna dell'Arronco, con tutte le lavorazioni eseguite rigorosamente a mano a causa della criticità del terreno. All'inizio degli anni Ottanta Rosario si diploma in agraria e contribuisce alla progettazione dei nuovi spazi costruiti dal padre Vito, mentre la sorella Paola garantisce il proprio supporto nei campi. Tra gli anni Ottanta e l'inizio degli anni Duemila si sperimentano diverse varietà di mais, frumento e orzo, oltre a parcelle sperimentali dedicate ai vitigni autoctoni della Valle di Susa (tra cui alcuni filari con il raro vitigno Carcajroun Bieunc, tipico della montagna di Condove a inizio ‘900).
Con il passare del tempo i fondatori riducono i capi in stalla e, in seguito ai nuovi percorsi lavorativi di Rosario e Paola, l'attività lattiero-casearia viene progressivamente dismessa per concentrare tutte le energie sulla viticoltura. Nello stesso periodo in Valle di Susa si riscopre il Baratuciat, un vitigno storico locale. Rosario, ricordando i racconti di famiglia sulla presenza passata di uve a bacca bianca all'Arronco, decide di piantarne le prime trecento barbatelle, dando il via a vinificazioni sperimentali che comprendono: un vino bianco fermo al 100% Baratuciat tra il 2012 e il 2014; un vino bianco da uve appassite al 100% Baratuciat nel 2015; un vino bianco fermo composto per il 50% da Baratuciat e per il 50% da Carcajroun Bieunc nel 2016. Nel 2017 arriva la vera e propria svolta commerciale con il debutto dell'etichetta Aroun Bieunc, seguita poco dopo dal lancio del vino rosso Aroun Rouss.
Nel 2024 Michele, figlio di Rosario, si diploma all'istituto agrario e si iscrive al corso universitario in Viticoltura ed Enologia. Il suo ingresso porta nuove idee ed energie in azienda, dove si occupa della gestione dell'area agronomica e della gestione del prodotto. L'anno successivo l'azienda espande ulteriormente i propri confini acquisendo una nuova vigna terrazzata nel cuore di Giaglione. Oggi l’attività è a prevalenza vitivinicola, ma di pregio restano la coltivazione delle Patate della Montagna di Condove De.Co. e la salvaguardia di numerose varietà rare e locali di frutta.
Preserviamo la biodiversità dei terrazzamenti alpini assecondando i ritmi naturali e riducendo al minimo gli interventi;
Restauriamo a mano le antiche architetture in pietra, difendendo il territorio montano dall'erosione idrogeologica;
Valorizziamo vitigni rari come il Baratuciat per offrire nel calice la pura essenza minerale della Valle di Susa;
Vino Bianco
Vino bianco fresco, fruttato e armonico.
Vino Rosso
Vino rosso giovane dal carattere di montagna.
Vino Rosso
Vino rosso con carattere antico.
Vino Rosato
Vino rosato atipico.
Eccellenza Territoriale
Coltivate in alta quota nel rispetto delle tradizioni locali.
Prodotto Tipico
Raccolte a mano nei nostri terreni montani.
Vieni a scoprire la nostra viticoltura eroica! Organizziamo visite guidate tra i vigneti terrazzati di Borgata Arronco e Giaglione con degustazione dei nostri vini e dei prodotti tipici locali.
Le esperienze si svolgono previa prenotazione tramite il form sottostante.
Saremo presenti alla Fiera della Toma di Condove con le nostre Patate di Montagna De.Co. e con i nostri vini di Borgata Arronco.
Degustazione guidata a confronto tra vini ottenuti da uve Baratuciat dell'areale della Valle di Susa e uve Nuragus della Sardegna.
Insieme a Raccontapassi e Cesare, amico e guida naturalistica certificata, saliremo a Punta dell'Accoccia, balcone naturale con vista sulla Sacra di San Michele, con degustazione in quota; l'escursione proseguirà con l'arrivo alla Sacra di San Michele.
Indirizzo aziendale: Via Cesare Meano 1, 10055 Condove (TO)
Prendere la A32 (Autostrada del Frejus) in direzione Susa/Bardonecchia o la SS24. Uscire allo svincolo di Avigliana Ovest, immettersi sulla statale in direzione di Condove e raggiungere Via Cesare Meano 1, punto di riferimento per l'azienda e le visite.
Percorrere l'autostrada A32 in direzione Torino venendo dal Traforo del Frejus o dal Colle del Monginevro. Uscire allo svincolo di Chianocco, seguire le indicazioni stradali per Condove e raggiungere Via Cesare Meano 1.